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Concetti generali
Cefalea: è un termine generico che indica la percezione di dolore al capo. Non identifica nessun tipo specifico di mal di testa e non fornisce alcuna indicazione sulla possibile causa. Una distinzione fondamentale è tra cefalee primarie e cefalee secondarie. Nelle cefalee primarie il dolore è il sintomo e, al tempo stesso, la malattia; non è determinato da una alterazione dell'organismo o meglio, l'alterazione non è ad oggi inviduabile.
Emicrania senza aura: è un tipo specifico di cefalea primaria caratterizzata dalla localizzazione dei sintomi in un solo lato della testa, da un dolore di tipo pulsante, di forte intensità, peggiorato dall'attività fisica di routine e associato a nausea, vomito, fastidio per la luce e per i suoni.
Emicrania con aura: la cefalea è preceduta da un fenomeno definito "aura". L'aura può presentarsi sotto forma di disturbi alla vista (puntini e zig-zag luminosi, visione tremolante), di un formicolio che si localizza di solito alla mano e alla faccia e di un disturbo della parola. I sintomi durano da un minimo di 5 minuti fino a 60 minuti.
Emicrania emiplegica: è una forma particolare di emicrania con aura, in cui l'aura è caratterizzata dalla perdita di forza in una parte del corpo. Si chiama familiare quando viene trasmessa geneticamente ed è presente, nella stessa famiglia, in almeno due generazioni. Ci sono anche delle forme cosiddette sporadiche, nelle quali è solo un individuo della famiglia ad essere affetto da questo tipo di cefalea.
Cromosoma: sono le particelle di DNA nelle cellule, che forniscono tutte le informazioni affinché l'organismo assuma determinate sembianze e tutte le strutture che lo compongono funzionino in modo corretto. Nell'uomo i cromosomi sono 46.
Gene: i cromosomi sono costituiti da geni e ciascun gene ha il compito di dare informazioni per una specifica caratteristica o funzione (es. il colore degli occhi).
Alterazione genetica: con questo termine si indicano alterazioni a carico dei geni. Le alterazioni genetiche possono essere irrilevanti, cioè non avere ripercussioni significative per l'organismo, oppure possono compromettere il normale funzionamento delle strutture dell'individuo.
Familiarità: esprime la maggiore suscettibilità che i parenti (stretti) di soggetti affetti da determinate malattie (es. l'emicrania) hanno di sviluppare la stessa malattia. Ciò non indica che si tratta di una patologia ereditaria, ma segnala sono una maggiore probabilità di soffrire ad esempio di emicrania se ne era affetto un genitore.
This page last modified: 08/07/2005